Piraccini: “La Fiera dell’ortofrutta è Macfrut”

L’intervento del Presidente di Cesena Fiera sull’attuale dibattito fieristico nel settore dell’ortofrutta
 

Abbiamo una straordinaria opportunità: nel 2016, in Italia, oltre a Macfrut non ci saranno altre fiere di settore.
Perché non proviamo, una volta tanto, a mettere dietro le spalle le polemiche di questo ultimo anno e lavoriamo insieme per fare una grande fiera dell’ortofrutta che rappresenti degnamente questo settore e le sue potenzialità?

Noi vogliamo provarci e partirei da due punti fermi:
  1. Gran parte degli operatori della filiera sono convinti che l’Italia, il più importante paese produttore di ortofrutta d’Europa insieme alla Spagna e leader a livello mondiale nelle tecnologie e nel packaging, debba avere una propria fiera-vetrina in questo strategico settore.
  2. Mi pare oggettivo che la fiera italiana dell’ortofrutta sia Macfrut.
Certo, se guardiamo al passato, errori ne abbiamo fatti. E il più grande è certamente quello di non aver dato una sede adeguata, sia da un punto di vista logistico che di dimensioni e qualità, a Macfrut. Lo dico senza polemica, ma nella consapevolezza che se avessimo fatto questo passo molti anni fa, ora le cose sarebbero molto diverse.
Ma credo che non tutto sia perduto, anzi.

Finalmente è stata presa la decisione di realizzare Macfrut in un contesto adeguato. Nel 2015 e 2016 questo significa Rimini, struttura fieristica eccezionale e location con tanto appeal, ma nulla ci impedisce di pensare che una prossima edizione si possa tenere in una città diversa. Soprattutto se questo può servire a ricompattare il settore.

Una proposta che ha trovato molto consenso tra gli espositori è anche quella di riportare la rassegna all’inizio di Maggio. Credo realisticamente che questa potrebbe essere la futura collocazione temporale.
Sono fortemente convinto che ce la possiamo fare, entro qualche anno, a riportare Macfrut ai vertici del panorama fieristico internazionale come si aspettano tutti gli operatori italiani della filiera, ben consapevoli che se la Germania ha saputo costruire una propria grande fiera e la Spagna ha fatto allo stesso modo per il proprio grande comparto, anche l’Italia deve essere in grado di fare altrettanto.

La grande forza e la peculiarità di Macfrut è la filiera, un valore distintivo, unico, che ci deve portare lontano.
Fruit Logistica ha il suo punto di forza nel grande mercato tedesco, primo in Europa per volumi d’acquisto, che ha fatto da volano per lo sviluppo della fiera sul versante della grande distribuzione nord europea. Leader assoluta del mercato, essendo cresciuta molto in superficie espositiva, Fruit Logistica comincia però ad accusare i problemi tipici della fiera generalista e lascia spazio ad altre rassegne. Sono tanti gli esportatori spagnoli che vanno a Fruit Logistica per una presenza istituzionale ma poi “sparano le loro cartucce” a Fruit Attraction.

Fruit Attraction è l’espressione della produzione spagnola, che ha grande propensione all’export, e ha ben capito che avere una propria vetrina sul mondo è un elemento strategico. Sono tanti i compratori della GDO europea che si sono resi conto che in due giorni a Madrid incontrano l’intero mondo della produzione spagnola.

Ecco, questo è l’esempio che vogliamo seguire. Lo dico chiaramente: il nostro riferimento è più Fruit Attraction che Fruit Logistica. Certo, non abbiamo la forza del sistema produttivo spagnolo, ma in molte filiere – dalle mele, alle pere, al kiwi, dall’uva da tavola a molti comparti dell’orticolo – siamo ancora primi. Soprattutto abbiamo dalla nostra la leadership sulle tecnologie e il packaging. E oggi l’innovazione nel settore passa soprattutto da qui. Non è certo un caso che il nuovo network internazionale, Mac Fruit Attraction, nasca proprio nell’asse Cesena-Madrid.

Poter coniugare la produzione con il resto della filiera può rappresentare l’asso nella manica per lo sviluppo della nostra fiera e di tutta la filiera ortofrutticola italiana.
Tra gli espositori a Macfrut 2015 la produzione e la commercializzazione hanno rappresentato solo il 29% dell’area espositiva, tenendo in conto che alcune importanti imprese di questo comparto hanno disertato la manifestazione.

Nonostante questo gravissimo handicap il cambio di passo della edizione 2015 è stato avvertito chiaramente e ci sono tutte le condizioni per poter ulteriormente crescere.
Vogliamo rimboccarci tutti le maniche e unire le energie per costruire un grande evento veramente internazionale e poi discutere, senza veti reciproci, nel solo interesse del settore, di quale debba essere il futuro di questa manifestazione?

Noi vogliamo provarci!
Renzo Piraccini