IL SETTORE ORTOFRUTTICOLO IN ARGENTINA SETTEMBRE 2016

L’orticoltura in Argentina viene realizzata su la quasi totalità del territorio, a causa della  diversità climatica del Paese. D'altra parte, la produzione commerciale che rifornisce i principali centri urbani di consumo è localizzata in determinate regioni. Le principali province argentine di produzione orticola sono: Buenos Aires, Mendoza, Córdoba, Santiago del Estero, Misiones, Santa Fe, Corrientes, Tucumán, Formosa, Salta, Chaco, Jujuy, San Juan y Río Negro.
La produzione annua di ortaggi è di circa 8-10 milioni di tonnellate, generata su una superficie di 450.000 a 500.000 ettari (inclusi i legumi). La superficie a campo degli ortaggi è di circa 235.000 ettari, mentre quella dei legumi secchi (fagioli, piselli, lenticchie e ceci) è di circa 175.000 ettari. Il 93% della produzione viene destinata al mercato interno mentre il restante 7% si esporta.
Durante gli anni '90, le coltivazioni orticole sono aumentate significativamente, principalmente a causa dell’applicazione di innovazioni tecnologiche fondamentalmente indirizzate al processo produttivo, sono migliorate le varietà produttive, è migliorata la tecnologia di irrigazione. Detto miglioramento non ha avuto luogo, invece, nelle tappe di post raccolta e trasporto, per le quali ancora non sono state introdotte molte nuove tecnologie. D´altra parte, anche il livello tecnologico non è aumentato in modo uniforme  in tutte le zone produttive, rimanendo alcune zone e produttori molto indietro, con conseguente perdita di  competitività sul mercato e marginalizzazione nel circuito produttivo.
L´Argentina ha una superficie continentale di 2,8 milioni di km. quadrati e circa di 34 milioni di ettari appartengono a coltivazioni agricole. Le principali coltivazioni che occupano detta superficie sono: soia, frumento, mais, girasole, sorgo e riso.
La produzione di ortaggi e legumi occupa soltanto l’1,5% del totale, con circa 500.000 ettari. Il volume di produzione di 8/10 milioni di tonnellate, sebbene molto inferiore a quello dei cereali (più di 90 milioni di tonnellate annue in media), si caratterizza fondamentalmente per l’elevato valore economico per unità di peso e per l’alta produzione per unità di superficie di coltivazione.

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