A Macfrut la "rivoluzione vegetale"

Si chiamano micro greens, dove il micro in realtà è macro. Micro lo sono per le dimensioni molto ridotte, ma sono macro per la concentrazione delle sostanze nutritive, il contenuto vitaminico, la naturalità, e soprattutto il grande futuro. Non a caso questa categoria di vegetali viene definita “super food” cioè super cibo salutare che si pone agli antipodi rispetto al junk food (cibo spazzatura) oggi tanto di moda. Le micro greens sono la nuova frontiera dell’orticoltura, settore al centro di un grande cambiamento a livello mondiale, protagonista della 34esima edizione di Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta (Fiera di Rimini 10-12 maggio). Ne parliamo con il Presidente di Macfrut, Renzo Piraccini.
 
Perché questa centralità dell’orticoltura?
“Il mercato mondiale chiede sempre meno prodotti di origine animale, come carne e latte, mentre cresce la domanda di prodotti di origine vegetale e coltivati con tecniche più naturali. Di fronte a questi trend il settore risponde con prodotti e soluzioni innovative. Negli ultimi anni è stato il settore frutticolo quello più dinamico - basti pensare a cosa hanno significato le novità varietali e la gestione dei club di prodotto della frutta (la mela è il caso più eclatante) - ora è invece l’orticolo a essere investito da una vera e propria rivoluzione che cambierà il volto del settore”.
 
In che modo?
“In futuro l’orticoltura sarà destinata a svilupparsi soprattutto in ambienti protetti - con possibilità di controllare umidità e presenza di insetti – e possiamo pensare a coltivazioni che richiederanno un uso molto ridotto, o addirittura assenza, di prodotti chimici di sintesi per la difesa. Quindi metodi di coltivazione più naturali e prodotti più sani. Ma anche nuove tecnologie che permetteranno la coltivazione degli ortaggi a foglia in verticale anziché in orizzontale. A Macfrut 2017 vedremo gli sviluppi della “Vertical Farm” che lascia intravedere un futuro di aree di produzione orticole, nei pressi dei grandi centri urbani, utilizzando anche spazi impensabili come i tetti delle abitazioni. Ma tante novità stanno investendo il settore, sia dal punto di vista tecnologico che come innovazioni nel campo sementiero, che aprono una frontiera totalmente nuova”.
 
Facciamo qualche esempio.
“Il settore della quarta gamma, cioè quello dei prodotti pronti per il consumo, che ha visto negli ultimi anni un grande sviluppo, è stato letteralmente modificato dall’avvento delle baby leaf. Per i non addetti ai lavori, le baby leaf sono insalate adulte ma di dimensioni ridotte, il cui punto di taglio è minimale, per cui hanno una “shelf life” (vita commerciale) molto più lunga rispetto alle insalate classicamente conosciute che vengono tagliate e si ossidano rapidamente. Questa categoria rappresenta oggi la parte preponderante delle vendite e le baby leaf, che oggi vengono proposte in una gamma sempre più vasta, saranno sicuramente il futuro del settore”.
 
Parliamo di mini verdure o micro green.
“Si tratta di verdure raccolte ad uno stadio più avanzato rispetto ai classici germogli ma anticipato rispetto alla fase adulta. Sono quindi dei vegetali immaturi che hanno una grande concentrazione di sostanze nutritive. Uno studio della Università del Maryland ha evidenziato concentrazioni di vitamine in queste micro greens fino a 40 volte i livelli delle normali verdure. Un vero e proprio “super food”.
 
Cibo Ogm?
“Assolutamente no! Non sono frutto di ricerca genetica, ma varietà tradizionali. Molte delle quali riscoperte proprio per le loro caratteristiche nutrizionali come il cavolo nero o il ravanello. Altre specie utilizzate sono broccolo, basilico, coriandolo, fagiolo, pisello, basilico, spinacio e tante altre”.
 
Come il loro impiego?
L’utilizzo principale delle micro greens è quello di componente principale delle insalate ma sono anche utilizzate come guarnizioni, contorni o come base per estratti vegetali e succhi.
 
Dove si coltivano le micro green?
“Questa è l’altra grande novità destinata a lasciare il segno. Si coltiva in ambienti inimmaginabili, anche urbani, grazie a elettrodomestici evoluti a disposizione delle singole famiglie. Ma anche in condomini, nei luoghi della ristorazione o nei supermercati. Parliamo di un sistema di coltivazione verticale e non più orizzontale come l’abbiamo sempre conosciuto”.
 
Macfrut come valorizza tutto ciò?
“C’entra eccome: questo nuovo scenario sarà protagonista dell’edizione 2017 in programma alla Fiera di Rimini dal 10 al 12 maggio. Lì presenteremo le novità mondiali riguardo sia la coltivazione industriale, sia la domestica, fino alle soluzioni tecnologiche più evolute che riguardano i punti vendita. Parliamo di un ambito che interesserà tutti gli anelli della filiera. I più grandi operatori europei di germogli, microgreens e baby leaf ci saranno”.
 
Nel concreto a Macfrut?
“Dedicheremo il grande convegno internazionale di apertura della fiera a questa rivoluzione vegetale, alle nuove tendenze in atto e agli scenari che si prefigurano. Inoltre in “New Retail Solution” ci sarà un’area dedicata a questo innovativo comparto destinato a cambiare il volto del settore”.
 
Nuova linfa dunque per il settore sementiero?
“Certo! Non solo per le nuove varietà risultato di ricerca e selezione ma anche per la riscoperta delle vecchie varietà che vengono così rivisitate attraverso i loro contenuti nutrizionali. Non c’è dubbio che il settore sementiero svolge un ruolo centrale in questo scenario. Questo spiega l’accordo strategico che Macfrut ha siglato con Assosementi, l’associazione di settore che identifica nella nostra fiera lo strumento per accelerare questi processi di innovazione e per favorire l’internazionalizzazione della filiera”.